Teatro Manzoni (già teatro dell'Accademia dei Risvegliati)

                     
L'antica denominazione del maggior teatro pistoiese è dovuta all'Accademia dei Risvegliati, fondata nel 1642 da Monsignor Felice Cancellieri, nel suo stesso palazzo, situato a pochi passi da Piazza del Duomo, nell'attuale Piazza San Bartolomeo. L'Accademia, il cui simbolo era un sole nascente con il motto "TUO LUMINE", si dedicava principalmente ad interessi letterari, poetici e musicali, riunendosi in adunanze pubbliche o private per dare lettura delle composizioni degli accademici. L'importanza culturale e l'influenza politica dei suoi membri spinse il Comune a concedere all'Accademia, nel 1662, una stanza del Palazzo Pubblico per svolgere la sua attività. Promotori del risveglio culturale cittadino, i Risvegliati si fecero sostenitori dell'iniziativa di dotare Pistoia di un teatro, occupandosi della individuazione e concessione di un sito idoneo allo scopo e alla raccolta dei fondi necessari. Tra il 1677 e il 1678, il Comune concesse l'area prescelta: un cinquecentesco tiratoio dell'Arte della Lana, appartenuto al nobile Filippo Rospigliosi, che, per l'ampio vano a pianta rettangolare, si prestava alla realizzazione di una sede teatrale per spettacoli aperti al pubblico.
È probabile che il primo progetto del teatro si debba all'architetto e canonico Francesco Maria Gatteschi, attivo in molte fabbriche di prestigio a Pistoia, membro dell'Accademia dei Risvegliati, dove ricoprì diverse cariche. Il primo edificio ebbe una struttura che rispondeva più a criteri funzionali che di decoro, dove gli interni erano realizzati in legno con supporti in ferro e muratura. Già nel 1715 il teatro risulta funzionante e in grado di accogliere varie rappresentazioni, ma ben presto si decise di intervenire per migliorare l'assetto complessivo della fabbrica, incaricando del progetto il celebre architetto-scenografo Antonio Galli Bibbiena. La ristrutturazione avvenne assai rapidamente nel corso del 1755, ma la spesa necessaria per il riordino si rivelò molto onerosa, tanto che il grave indebitamento compromise la buona armonia tra i membri dell'Accademia e la rinunzia ad iniziative teatrali di rilievo. Migliorie ed "riadattamenti" si susseguirono nel tempo con interventi, tra Sette e Ottocento, dell'architetto Cosimo Rossi Melocchi, mentre la completa ristrutturazione dell'edificio nelle forme che conserva ancora oggi si ebbe tra il 1861 e il 1864 su progetto dell'architetto Pietro Bernardini. Il teatro divenne capace di 1200 spettatori e nel 1864 venne intitolato ad Alessandro Manzoni. Durante i nuovi lavori di ampliamento e riordino, realizzati tra il 1926 e il 1929 a cura dell'ingegner Luigi Manfredini, venne eseguita l'attuale facciata con il portico in stile toscano, dove al centro fu sistemato il sole nascente, emblema dell'antica Accademia dei Risvegliati.

          
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